Gestiamo gli antichi pozzi per acqua

Capita molto spesso, soprattutto nei paesini di montagna, che in casa ci si ritrovi un antico pozzo per acqua, di quelli scavati a mano nel 1800, del diametro di un metro ed in muratura.

E’ sempre bello poter ammirare l’ingegno dei nostri avi, e la capacità costruttiva degli stessi. Ho potuto osservare pozzi, scavati a mano, profondi anche 100 metri.

Attualmente, però, data la presenza oramai comune delle reti acquedottistiche, il pozzo antico ha perso quasi del tutto la sua funzione di fornitore di acqua potabile.

In moltissimi casi rimane solo la sua funzione estetica e di ricordo del passato.

Chi ha un pozzo antico in casa si trova di fronte a due scelte: o utilizzarlo (sia per emungere acqua che per puro scopo estetico) o chiuderlo (si ricorda che i pozzi abbandonati possono essere veicolo di inquinanti per la falda sotterranea idropotabile).

Nel caso voglia chiuderlo, ci sono apposite procedure da seguire, sotto la supervisione di un geologo (come quelli di Foldtani) e fatte le apposite comunicazioni agli Enti di riferimento.

Se invece lo si vuole mantenere aperto, innanzitutto occorre chiedere le apposite autorizzazioni agli Enti (si ricorda che le acque sotterranee sono di proprietà pubblica – dello Stato – per cui non si possono attingere liberamente).

Una volta ottenuta l’autorizzazione (Come Pozzo Domestico, Irriguo, ecc.), si può passare alla sua gestione, tramite apposita pulizia e successiva installazione delle pompe di attingimento.

Se il pozzo avrà pura funzione estetica, è importante comunque garantire la protezione della falda e la sicurezza per chi si avvicina al pozzo (essendo di grande diametro, se non dotati di grate di protezione, una persona può correre il rischio di caderci dentro).

In ogni caso è sempre necessario far eseguire ispezioni e farsi seguire per le pratiche da personale esperto, come quello di Foldtani.

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